La difficoltà a San Salvatore? “Un po’ in cucina, quando c’era chi non faceva i turni” ai fornelli… La difficoltà di adesso? “Beh, l’affitto, ma la cucina ora è più ordinata”. E’ cambiata la vita di L., è cambiata perché ha trovato casa: prima accolto ospite nella struttura di San Salvatore del Centro Astalli, ora in compagnia di altre sei persone in un alloggio finalmente trovato.
“Grandissimo cuoco”, L. è uno dei migranti che è passato da San Salvatore e che ha riannodato ricordi e racconti del suo nuovo percorso all’assemblea dei soci e dei volontari del Centro. E da ospite ora torna come amico: “Sapere che c’è lui al lunedì sera è una certezza”, dice chi lo conosce e ora conta anche su di lui per animare le serate a San Salvatore; uscito dalla struttura L. ha continuato a partecipare alla vita e alle attività del centro.
Da quattro anni in Italia, ad Astalli dal 2023 dove “non è stato subito facile perché ci sono tante persone, ma lì mi sono trovato bene e ho trovato aiuto”. Dice poche parole, ma quelle che L. condivide e sceglie sono essenziali e parlano chiaro.
L. E I SUOI FRATELLI: NEL 2025 33 PERSONE ACCOLTE A SAN SALVATORE
Nel 2025 sono state 33 le persone accolte a San Salvatore, 18 con il percorso Sai e altre 15 nella cosiddetta ‘terza accoglienza’, quella che apre le porte anche a chi a un contratto a tempo indeterminato ma continua a non trovare casa a Bologna; 33 gli ingressi e 15 le uscite (sette dalla ‘terza accoglienza’, otto dal percorso Sai): a cinque persone la casa sono riuscita a trovarla gli sforzi e le reti degli operatori e dei volontari di Astalli. Altre 10 persone ce l’hanno fatta in autonomia.
L. e i suoi fratelli: storie diverse, sogni e bisogni simili, come i bisogni di aiuto che restano: la patente, l’italiano, il lavoro, la casa, l’orientamento ai servizi sul territorio. E per fortuna nell’anno appena trascorso, non sono arrivati solo nuovi ospiti ma anche nuovi volontari.