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L'eco del naufragio arriva da lontano, ma è insistente

L'eco del naufragio arriva da lontano, ma è insistente

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Ancora un barcone, ancora migranti stremati dal viaggio, ancora notizie di dispersi e morti in mare. Ancora una volta da Lampedusa, nei giorni scorsi, il racconto di un copione che si ripete. E più o meno nelle stesse ore, da nord a sud, si celebrava, nelle chiese o nelle veglie, la Giornata missionaria: una ricorrenza che rimanda anche all'impegno per ridurre le cause delle migrazioni. Ma missione non è solo questo: "Missione non è solo fare qualcosa, è uno stile, un desiderare qualcosa", ricordava a Bologna un sacerdote impegnato da tempo nel mondo missionario. Facendo notare che "ogni volta che scantoniamo dal povero dobbiamo stare male". Ma non per senso di colpa. O almeno non solo. E' qualcosa che richiama anche l'impegno per i migranti. Chi è in difficoltà chiede con insistenza; "la preghiera del povero è fastidiosa, è insistente. La sfida è allora (riuscire ad) essere affidabili nell'ascoltare, e nel rispondere all'insistenza". E come chi chiede, chi incalza, non demorde, così chi ascolta e non scantona deve dedicare tempo. "La vita si esprime in tempo. E' dedicandoci del tempo che si dà vita alle cose e alle relazioni. La vita è anche desiderare e si deve dedicare tempo al desiderio", ricorda il sacerdote. L'eco del naufragio arriva da lontano, ma è insistente. Già solo coglierlo non è scontato.