Per chi offre un servizio di sostegno a rifugiati e a migranti forzati con l’impegno ad accompagnare, servire e difenderne i diritti, che è quello che fa il Centro Astalli, il 3 ottobre non è un giorno come gli altri. Oggi infatti il Centro Astalli è a Lampedusa assieme a tanti studenti provenienti da tutta Europa per discutere di migrazione e inclusione (eventi, workshop e laboratori didattici) con persone migranti e addetti ai lavori). Non è un caso che succeda oggi e in questi giorni: il 3 ottobre del 2013 a Lampedusa morirono vita 368 migranti: una tragedia del mare che ha lasciato il segno; molte altre purtroppo ne sono seguite, ma quella ha segnato uno spartiacque. E oggi anno rinnova la sfida di prendere coscienza del fatto che le tragedie dei migranti in mare sono continuate, continuano e soprattutto devono continuare a interpellare: oltre 32.700 persone sono morte o disperse nel Mediterraneo dal 2014; 1.200 quest’anno. C’è anche chi ce l’ha fatta: 50.098 migranti sono arrivati in Italia dal mare (9.156 i minori stranieri non accompagnati) . Bisogna ricordare gli uni e continuare ad accompagnare, servire e difendere i diritti degli altri.
Per questo oggi a Bologna c’è un incontro di denuncia e memoria. Ricordare le vittime del 3 ottobre "significa mantenere viva la loro umanità. Erano esseri umani con sogni, famiglie e la speranza di salvarsi e trovare un luogo in cui poter essere al sicuro", ma appunto "la tragedia non è finita quel giorno; le persone continuano a rischiare tutto, e troppe ancora non sopravvivono a quel viaggio. Portiamo il loro ricordo come un appello a proteggere la vita e la dignità umana", dice infatti Luwam, ospite di casa Eden del Centro Astalli e tra le voci di oggi in Sala Borsa (17.30) all’incontro “La memoria diventa denuncia” a cui seguirà una fiaccolata in centro.
Ricordare gli uni, dare voce (e volti) agli altri.
Non a caso, al Giubileo dei Migranti, del 4 e 5 ottobre ci sarà anche il Centro Astalli: operatori, volontari, e amici del Servizio dei Gesuiti per i rifugiati saranno assieme a uomini e donne rifugiati e richiedenti asilo “per rinnovare le radici profonde” dell'essere al loro fianco. Lampedusa, Roma e Bologna: posti diversi, lontani sulla carta ma vicini nel 'significato'; occasioni diverse per rinnovare l'impegno preso.
Postilla: oggi, 3 ottobre, è anche un giorno di nuove iniziative di piazza a sostegno della causa palestinese e dopo i fatti della Global Sumud Flotilla. Ebbene, è bene evidenziare che anche le vicende palestinesi hanno a che fare con le dinamiche della migrazione: nei giorni scorsi, in Consiglio regionale a Bologna, la sottosegretaria alla presidenza della Regione, Emanuela Rontini ha detto che "Sarà necessario sollecitare un'attenzione ad oggi assente rispetto alle conseguenze migratorie della tragedia palestinese".