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Open Day: Accompagnare, Servire, Difendere, Bologna 29 ottobre 2023

Open Day: Accompagnare, Servire, Difendere, Bologna 29 ottobre 2023

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Un momento di formazione con lo sguardo rivolto alle politiche di accoglienza su scala nazionale e alle sfide aperte che comportano a Bologna. Ma anche un momento per riavvicinarsi ai servizi e alle possibilità di impegnarsi concretamente. È ripartito così il Centro Astalli di Bologna: con l'Open day di domenica 29 ottobre nella struttura di San Salvatore.

Ripartire da tre: accompagnare, servire, difendere 

Con alle spalle ormai tre anni di cammino a Bologna, nel solco dello spirito del Jesus Refugee Service (il progetto di accoglienza per migranti dei Gesuiti) e sulle tracce del Centro Astalli di Roma, l'anno di “Astalli Bologna” è ripartito da un incontro (con oltre 80 partecipanti) aperto dal richiamo ai “tre verbi costitutivi” che lo animano: accompagnare, servire e difendere i diritti. Accompagnare, nel senso di avviare un incontro tra persone che quasi diventano commensali; incontrarsi appunto, ma dal vero e dal vivo, anche per un gesto semplice, ma concretissimo come “mangiare assieme”. Tanto che sono infatti ben quattro in una settimana le sere coperte da volontari che cenano assieme ai migranti ospiti di San Salvatore, ha ricordato Francesco Piantoni, presidente del Direttivo di Astalli Bologna.

Servire, che è anche la capacità di accogliere desideri, aspettative, risorse, abilità e competenze; servire nel senso di affiancarsi, andando oltre l'essere un compagno di strada e non offrire solo soluzioni, ma cercare assieme strade e soluzioni possibili, occasioni di affermazione. E, infine, difendere: la “parola che chiude il cerchio” tra le tre e “che chiama in causa la parola giustizia”. Difendere nel senso di alzare lo sguardo dalla persona ad una comunità più ampia di persone che soffrono diritti negati. Ed anche per questo nel suo open day, Astalli Bologna ha voluto mettersi in ascolto e andare a fondo delle politiche che oggi negano accoglienza, realizzazione personale e garanzia di diritti, ascoltando prima Nazzarena Zorzella (Associazione studi giuridici sull'immigrazione- Asgi) e poi Giacomo Tarsitano, consigliere comunale della lista Lepore.

Ma prima di tutto, come detto da Piantoni, i tre 'pilastri' di Astalli per, magari, “riconoscercisi e volendo, per associarsi e dare così linfa e vita al percorso che facciamo”. I modi e le occasioni sono quelli dei progetti e dei servizi riepilogati da Piantoni (e descritti in dettaglio in altre pagine di questo sito), con l'aggiunta di una piccola novità: una attività di doposcuola al Centro Poggeschi.

Ripartire da Aziz, Boran e Stanley 

Aziz, Boran e Stanley. Due afghani e un nigeriano. Sono le tre storie dal vivo di tre migranti legati ad Astalli Bologna. Poche parole su di loro e sulle loro storie: hanno scelto di raccontarsi con poesia e musica nella loro lingua. Boran, studia Economia da due anni a Bologna ed è ad Astalli da uno. Ha scelto queste parole in Pasthun per presentarsi: “Semina fiori”, poesia di Rahman Baba. Gli ultimi due versi dicono: Se qualcuno ti fa del male, ripagalo col bene/O anche tu sarai preda del maligno/Il cuore sicuro nella tempesta/È quello che si fa carico/Del peso degli altri/Come una/Nave.

Aziz ha voluto cantare una canzone della sua terra: lui, afghano, già custode di Astalli, arrivato a Bologna dopo un lungo viaggio attraverso Iran, Turchia, Croazia... Oggi è qui, in Italia “un paese bellissimo, ma bellissime qui sono anche le persone”. Era attore di 'cinema fotografico': nel salone del teatro di San Salvatore ha scelto di cantare nella sua lingua, mentre Stanley, nuovo custode di San Salvatore, ha suonato al pianoforte: 36 anni, da sei mesi in Italia, arrivato dalla Nigeria ha raggiunto moglie e figlio. Canta e suona il pianoforte, canzoni della Chiesa evangelica, ma ama il Gospel e 'live' ha fatto capire bene perchè. Tre storie, tre persone in carne ed ossa. Parole e musica per raccontare Astalli Bologna: chi trovi e 'perchè'.

Ripartire da...

Dalla formazione dei volontari con un incontro che, d'ora in poi, permetterà di raccontare e raccontarsi in un'unica serata, a cadenza fissa, che riunirà le voci di tutti i progetti e servizi. Ma anche con un appuntamento, in costruzione, da segnare in agenda: una serata con la proiezione del film “Io capitano” di Matteo Garrone (in programma il 21 novembre; seguiranno i particolari”.

Ripartire dall'Italia e da Bologna

A chiudere l'Open day, le relazioni di Zorzella e Tarsitano. La prima per raccontare come e perchè, con quali leggi e con quali effetti, il 2023 ha impattato (cambiandola) l'accoglienza dei migranti. “In trenta anni di esperienza e attività non avevo mai visto quello che ho visto nell'ultimo anno in termini di riduzione dei diritti” di migranti, siano essi già in Italia, con un lavoro e con un permesso, oppure richiedenti asilo, coloro che tentano di arrivare in Italia chiedendo protezione internazionale. Premettendo che “l'effetto è deprimente”, Zorzella ha elencato i 10 provvedimenti in materia di immigrazione dal nuovo Governo, da gennaio a settembre. Un lungo elenco concluso evidenziando che si sono presi tanti provvedimenti, tutti con lo stesso 'segno', ma alla fine “mancano canali di sicuri di ingresso, mancano visti per motivi di asilo che vadano oltre il meccanismo dei corridoi umanitari”, mancano quelle misure che “sarebbero il vero modo per contrastare i trafficanti”. E 'pesa' invece il precedente dell'attacco alla giudice Apostolico di Catania che ha fermato uno dei provvedimenti del Governo. Perchè altre decisioni sui migranti si prospetta di farle passare dei giudici e Zorzella non ha dubbi che tanti, tantissimi ancora, eserciteranno la loro autonomia e la difesa del diritto. Ma la campagna contro la giudice di Catania può essere un 'caso' che rischia di condizionare altri giudici nelle loro scelte.

Infine, Tarsitano: “Quella che vediamo sui migranti è la narrazione di una falsa emergenza, mentre la vera emergenza è nel come impostiamo l'accoglienza” e in questo contesto a Bologna ci sono, ha riconosciuto, cose che funzionano e criticità che devono spronare a reagire, cambiare e migliorare. “Il Comune deve essere il primo baluardo che chiama ad una responsabilità” di reagire rispetto a tutto ciò che non va, migliorando e sburocratizzando i servizi, facendo in modo che tra istituzioni non si scontrino visioni contrapposte (è il caso della dialettica Comune-Tribunale dei minori sui minori stranieri non accompagnati), opponendosi al Cpr e alla logica dei grandi centri in cui si ammassano migranti, dando loro maggiori spazi di partecipazione nella vita e nelle scelte della città. Poi c'è tutto il tema casa, che non riguarda però solo gli studenti e il discorso si è allargato allora all'esigenza di regolare gli affitti brevi, a dare posti negli studentati per universitari... Tornando ai migranti: “In questo contesto nazionale- Tarsitano chiude così il filo del suo ragionamento e delle relazioni dell'incontro- l'assunzione di responsabilità di un Comune deve essere totale, ma sarà necessario esporsi maggiormente anche a costo di subire delle critiche forti, altrimenti si corre il rischio di non produrre soluzioni concrete e di restare ad una narrazione vuota sulla migrazione” fatta cioè solo di slogan contrapposti.