Skip to main content

Speranza, impegno... l'eco del Jesuit Social Network di Palermo

Speranza, impegno... l'eco del Jesuit Social Network di Palermo

Pubblicato il:

"Conoscere realtà anche molto diverse e distanti dalla nostra (anche spazialmente), ma accomunate dagli stessi valori e dallo stesso sguardo sull'altro e sulla realtà sociale". E' una delle risonanze che arrivano a Bologna da un'eco solo appartentemente molto lontana: l'assemblea del Jesuit Social Network, la rete internazionale delle organizzazioni impegnate nella tutela di rifugiati e richiedenti asilo del Jesuit Refugee Service (Jrs) - di cui fa parte anche il Centro Astalli Bologna- che si è tenuta a Palermo e a cui hanno partecipato anche due volontari del Centro Astalli di Bologna: Tommaso e Micheline.

LA SPERANZA CHE NASCE DALLE SOFFERENZE

A Palermo il Jsn ha incontrato tre realtà che vivono e affrontano le marginalità, dove le Istituzioni non arrivano: Casa Ancora, Associazione Padre Giuseppe Puglisi e La Casa di Giulio."Ci ha colpito che nel vuoto istituzionale possono nascere situazioni di morte e di fallimento (Padre Puglisi vittima di Mafia e Giulio, vittima della droga), ma proprio da queste sofferenze nasce un aiuto concreto e una speranza per gli altri che non si arrende". Lo sguardo si è poi allargato alla esperienza in Inghilterra nel Jesuits Refugee Service e al valore della speranza che sostiene i rifugiate e spesso talvolta non alberga così forte nei volontari. "Quelle speranze incontrate toccano un fondo dell'umanità che c'è in ciascuno di noi, che ci accomuna, e la speranza ha un ruolo chiave nel farcelo cogliere", è il messaggio raccolto da Tommaso e Micheline. E ancora:  "Noi speriamo perchè sentiamo una distanza tra la realtà del mondo e i nostri desideri, e sappiamo abitare questa distanza. Sentire questa mancanza, questo gap, è importante. E leggerla non come qualcosa che ti blocca, ma come stimolo ad intraprendere un cammino. Vivere le mancanze non come vuoti da riempire ma spazi da abitare in cui camminare".

LE TRE PAROLE DEL MANDATO FINALE

Parte degli incontri di Palermo sono stati dedicati a creare un ponte di lavoro tra le diverse realtà del Jsn. "Ci siamo poi reciprocamente invitati a non seguire le narrazioni tossiche, e guardare invece a quello che funziona nelle nostre realtà". Infine, un messaggio e un 'mandato' finale suddiviso in tre punti di impegno: conoscersi (tra le realtà), senza censurare il disagio e la fatica del conoscersi; fare formazione; essere aperti a rinnovare le modalità di governo delle varie realtà. Che vogliono dire anche rimboccarsi le manIche per sapere cambiare lo spazio in cui operiamo, saperlo adattare ad una nuova domanda, saper cambiare paradigma, accettare i cambiamenti e anche il fallimento.