Continuare ad accogliere, non solo soddisfare bisogni
La forza dei volontari, il valore della professionalità, le sfide della casa e delle risorse, l’importanza di uno stile che prima guarda a volti, nomi e storie. Un nuovo inizio per la strada da compiere.
di Gianluca Mingozzi, presidente Centro Astalli di Bologna
Astalli Bologna ha rinnovato la propria governance e in questi giorni il nuovo Consiglio Direttivo si avvia ad un nuovo triennio di attività confermando le caratteristiche che ne hanno motivato la nascita. In un tempo in cui il sistema di asilo nazionale, e ora anche europeo, affronta crescenti rigidità burocratiche e politiche, oltre alle note diffidenze culturali e sociali, il Centro Astalli di Bologna, costituito in associazione di volontariato, prosegue la sua missione di accompagnare e servire le emergenze sociali e migratorie della città, confermandosi un presidio di umanità e diritti, attraverso servizi di accoglienza abitativa, assistenza legale, consulenza psicologica, orientamento lavorativo, assistenza sanitaria e sociale. In altre parole, il Centro Astalli opera per cercare di garantire una vita dignitosa a coloro che, per cause di varia ragione, hanno lasciato il proprio paese, nel vasto fenomeno sociale e geopolitico delle migrazioni. Da un punto di vista politico, lungi dall’essere schierato, Il Centro Astalli opera per una società più solidale, giusta e rispettosa dei diritti umani.
Per questi motivi, fondanti, il nuovo Consiglio conferma il lavoro sin qui svolto sui temi e le attività che lo caratterizzano, rispondendo ai bisogni primari, casa, lavoro e cura, potenziando i percorsi di inserimento e di autonomia, difendendo i diritti dei rifugiati, pur nel difficile quadro legislativo che regola questo ambito.
LO STILE: NON SOLO SODDISFARE BISOGNI, MA CONOSCERE VOLTI, NOMI E VITE
Per affrontare queste sfide il Centro Astalli adotta da sempre uno stile relazionale, di incontro e ascolto, non limitandosi a soddisfare i soli bisogni materiali di queste persone. Uno stile che dice all’altro di desiderare di conoscerlo come persona, con la sua storia, quella di chi è in fuga da guerre, violenze e torture e non solo come destinatario dei soli servizi, pur indispensabili. Per Astalli sono queste gli aspetti che vengono prima: volti, nomi, vite e, infine, relazioni di vicinanza e amicizia.
E’ IL VALORE AGGIUNTO DA MOSTRARE ALLA CITTA’
E ci pare sia questo un valore aggiunto che Astalli Bologna può mostrare e offrire alla città, un luogo dove le persone che vengono da lontano, che mostrano anche profonde ferite psicologiche e grande disagio, incontrano altre persone e, soprattutto, giovani capaci di avvicinarli con l’interesse di chi cerca l’incontro e non solo l’adempimento di compiti, nel rispetto della dignità di tutti: ospiti, operatori professionali e volontari.
GIOVANI E ADULTI: VOLONTARI ACCOLTI E CHE ACCOLGONO, E SONO TANTI
I volontari sono un secondo aspetto fondamentale che caratterizza la nostra esperienza e può essere un ulteriore elemento di sviluppo dei servizi della città e nella città di Bologna. I volontari in gran numero frequentano il Centro. Sono adulti e giovani che spendono parte del loro tempo per incontrare e stare con le persone ospiti. Parliamo di oltre 60 persone di tutte le età, di cui oltre 40 assidui frequentatori e frequentatrici, presenti al centro più volte alla settimana. Numeri importanti per un luogo che può assicurare ospitalità a non più di 20/25 rifugiati. Ci troviamo, quindi, di fronte ad una piccola realtà che trova, però, nelle sue ridotte dimensioni la garanzia di relazioni capaci di fare incontrare le persone e non solo di affrontare le necessità materiali degli ospiti.
Tra i volontari, meritano una citazione particolare i giovani, soprattutto universitari, numerosissimi, attratti dal clima famigliare e informale che regna nel Centro, oltre ad apprezzare la libertà con cui li si accoglie, senza costrizioni e senza porre limiti al loro desiderio di fare qualcosa per le persone accolte, ma solo l’attenzione alla sicurezza. Mentre alle grandi diversità e ai problemi che possono generare, sono loro stessi le prime e più attente sentinelle.
PROFESSIONALITA’ E LAVORO DI RETE
Poi non mancano e non devono mancare i necessari operatori ed educatori che assicurano presenza e continuità. Presenze di qualità che, oltre alla rilevante professionalità, assicurano anche una grande passione, loro stessi interessati e attratti da questo modello. Nulla di innovativo certo, ma ancorato all’approccio umano e caratterizzato dalla partecipazione paritaria di operatori professionali e volontari che costituiscono così un gruppo coeso e, oseremmo dire, tumultuoso nella loro creatività a favore degli ospiti.
Un altro elemento distintivo di questa ricca esperienza è la capacità di fare rete sul territorio con legami, collaborazioni e intese con numerose altre organizzazioni, associazioni e cooperative sociali operanti nell’ambito dell’accoglienza. Un ambito di attività che il nuovo consiglio intende sviluppare ulteriormente, nella convinzione che da soli non si può e non si deve stare, pena una minore efficacia.
Insieme a questo obiettivo, il Centro Astalli desidera intensificare gli sforzi per contribuire a risolvere i problemi che evidenzia il sistema dell’accoglienza del nostro territorio che, pur caratterizzato da una storica vocazione all’accoglienza, soffre le medesime tensioni dei grandi centri urbani.
LA CITTA’ DELLE OPPORTUNITA’, MA DOVE NON SI TROVA CASA: QUESTO E’ IL PROBLEMA
Una delle contraddizioni più evidenti riguarda la casa. Bologna si è scoperta vulnerabile e carente in tale ambito, come forse mai in passato. Il problema non riguarda solo gli stranieri, ma tutti i cittadini, sia del centro urbano che della più ampia area metropolitana. E se è difficile per tutti trovare una casa, che sia in affitto o in proprietà, figuriamoci per uno straniero, per giunta con la pelle di un altro colore. Eppure dobbiamo e vogliamo porci il problema di tanti stranieri che, magari, lavorano regolarmente, perché Bologna è un luogo che offre opportunità, ma che la sera sono costretti a dormire in macchina o in casa di amici, già fitta di ospiti. Come anche dobbiamo porci il problema dei sempre più numerosi nuclei familiari ricongiunti che vivono nelle stesse condizioni, causate dalla mancanza di offerta residenziale e dai suoi costi troppo alti.
Un altro obiettivo che il nuovo consiglio ha fissato, riguarda la diffusione di una cultura dell’accoglienza, investendo di più sui giovani, ma anche facendosi carico di spingere la città a riflettere su questi temi, partendo dal proprio modo di essere e di fare le cose, avvalendosi di tutti gli strumenti disponibili, compresi eventi pubblici e la presenza e/o interventi nelle scuole.
L’IMPEGNO PER LE RISORSE
E, infine, veniamo al nodo risorse. Così come vive in larga misura di volontariato, Astalli Bologna si sostiene in gran parte di liberalità e donazioni. Questo è un ambito designato come prioritario dal nuovo consiglio, perché consapevole delle prospettive di sviluppo delle attività e preoccupato della loro sostenibilità. Quello della raccolta fondi è un ambito nuovo per noi, ma intendiamo perseguirlo e farlo in maniera la più professionale possibile, formandoci e sperimentandoci in questo difficile, ma indispensabile compito.
QUESTO E MOLTO ALTRO, VI ASPETTIAMO
Molte altre sarebbero attività e obiettivi che Astalli Bologna e il nuovo consiglio ha deciso di mettere in campo e di perseguire, ma lo spazio che ci è concesso non lo consente. Se, però, vi incuriosisce e volete saperne di più e, magari, anche partecipare, vi aspettiamo in via del Volto Santo 1, in pieno centro di Bologna.